STATUTO

STATUTO

 

 

PARTE PRIMA:  L’ASSOCIAZIONE

 

Capitolo 1: Identità

ART. 1 - Costituzione.

Il CVS (Centro Volontari della Sofferenza) è un’associazione privata diocesana e confederata a livello internazionale con l’associazione “Silenziosi Operai della Croce”1. E’ costituita da fedeli appartenenti a sezioni di laici (Volontari della Sofferenza, Fratelli e sorelle degli ammalati) e chierici (Lega Sacerdotale Mariana) che si propongono la medesima opera di apostolato.

 ART. 2 - Finalità.

Il CVS realizza l’intuizione carismatica di Mons. Novarese, che vede nella sofferenza offerta dal malato una partecipazione al mistero pasquale di Cristo e lo rende apostolo[1] e perciò primizia e profezia per la valorizzazione di ogni situazione di sofferenza presente nella vita dell’uomo[2].

Nella realizzazione del proprio fine il CVS aderisce alle richieste di preghiera e di penitenza proprie della spiritualità mariana di Lourdes e Fatima, che riconosce come momenti e luoghi carismatici dell’Associazione.

Tutti gli aderenti (Volontari della Sofferenza, Fratelli degli Ammalati, Lega Sacerdotale Mariana) esprimono il proprio ruolo attivo di soggetti responsabili, offrendo la propria spiritualità e l’azione che consegue, come dono e ricchezza per la Chiesa e per la società.

L’Associazione realizza il proprio fine principalmente attraverso una capillare ed articolata attività di piccoli gruppi (“gruppi d’avanguardia”). L’Associazione attua corsi di esercizi spirituali, organizza convegni di studio, raduni e pellegrinaggi, svolge attività editoriale, formativa, ricreativa, riabilitativa, socio-culturale e quant’altro possa concorrere alla promozione della persona sofferente. Il CVS non ha scopo di lucro.

 ART. 3 - Sede.

La sede e l’eventuale trasferimento, vengono stabiliti dall’Assemblea con delibera a maggioranza dei 2/3.

 ART. 4 - Scioglimento.

L’Associazione ha durata illimitata, lo scioglimento può essere deliberato per gravi motivi dall’Assemblea, con maggioranza dei 2/3.

In caso di scioglimento del CVS ogni suo bene passerà all’associazione Silenziosi Operai della Croce, per sostenere l’ apostolato dei sofferenti.

 Capitolo 2: Apostolato

ART. 5 - Spiritualità.

Il CVS riconosce le proprie radici nelle richieste di preghiera e di penitenza presentate dalla Vergine Santa a Lourdes e a Fatima, per riparare i tanti peccati che offendono il Cuore di Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria; per la conversione dei peccatori; per il Papa, per i Sacerdoti ed il loro ministero, per ottenere la pace.

Gli aderenti al CVS vivono la propria vocazione battesimale e  missione apostolica nella comunione con Cristo crocifisso e  risorto,[3] accogliendo la particolare presenza di Maria nella vita della Chiesa (Gv 19,25-27), affidandosi alla “santa Madre” che forma i veri apostoli di Cristo.[4]

Una tale consapevolezza dei propri impegni battesimali esige una piena adesione della volontà, per una coraggiosa accettazione della propria vita, senza rassegnar­si al male ed alla debolezza, senza fuggire o nascondere la propria situazione di sofferenza; crescendo ­nel bene e sradicando da sé il male. In tale unione a Cristo il sofferente accoglie non solo la salvezza, il senso, la speranza, la consolazio­ne per la propria vita, ma anche la chiamata ad un impegno apostolico, nell'annuncio del Vangelo ai fratelli.

Il Mistero Pasquale apre alla persona sofferente la profondità della comunione con Cristo crocifisso e risorto, come unica ed esaustiva proposta di vita in pienezza.

Il servizio all'uomo sofferente che il CVS si propone consiste nell’annunciare con Maria la salvez­za, nella fedeltà alla storia di ogni uomo.[5] In tale risposta alla propria vocazione battesimale convergono le differenti esperienze di tutti coloro che aderiscono all’Associazione, persone disabili e sane, nel servizio di un reciproco scambio di doni.[6] Ogni iscritto infatti riconosce e condivide la pienezza di senso e di valore della propria esistenza, in ogni suo momento e manifestazione, di forza o di debolezza, di serenità o di sofferenza, esprimendo l’unica gioia delle Beatitudini evangeliche.

 

ART. 6 - Dinamica pastorale. 

La metodologia pastorale del CVS realizza quella "presenza che accompagna" e conduce alla salvezza, caratteristica del brano evangelico sui discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35), che il fondatore mons. Luigi Novarese espresse come particolare missione dei sofferenti: “l’ammalato per mezzo dell’ ammalato con l’aiuto del fratello sano”[7].

Il messaggio mariano di Lourdes e di Fatima offre una rilettura originale di una tale presenza come stile  pastorale e criterio di azione apostolica. La Vergine Immacolata si è infatti resa presente nella storia degli uomini nella fedeltà al cammino delle singole persone e nella spinta al superamento delle difficoltà, del senso di sconfitta e di frustrazione.

 Il sostegno fondamentale per questa presenza evangelizzatrice, luogo della formazione e della promozione integrale, è il Gruppo cui ogni iscritto appartiene e che opera per sostenere “l'attività promozionale in piano totale che è inserimento attivo nella Chiesa, nella famiglia e nella società".[8]

Il CVS nella linea del Vaticano II,[9] svolge l’apostolato: a livello individuale: con la parola e la testimonianza della vita nella coscienza della propria responsabilità profetica, sacerdotale e regale; a livello di gruppo: animando i Volontari della Sofferenza e i Fratelli e sorelle degli ammalati, a sostenersi a vicenda e a diffondere il messaggio fra tutti i sofferenti con la dinamica di gruppo; a livello di Chiesa locale: incoraggiando l’inserimento del singolo e del Gruppo nel dinamismo della pastorale .

 ART. 7 - Formazione.

Ambito privilegiato per la formazione personale è il Gruppo di appartenenza, in cui la rete di rapporti che si instaura  all’interno tra i componenti favorisce e promuove in modo del tutto particolare quel senso attivo di responsabilità ed impegno che caratterizza il CVS. Il programma formativo del CVS trova il suo diretto interlocutore nella singola persona, chiamata responsabilmente a svolgere un ruolo attivo nella Chiesa e nella società.

Il Gruppo persegue il proprio intento formativo mantenendo stabili contatti tra tutti i componenti, differenziando la proposta secondo necessità, con particolare riferimento ai settori formativi distinti per fasce d’età: bambini, adolescenti, giovani, adulti ed anziani.[10]

Allo scopo di “assimilare fedelmente la particolare impronta di spiritualità propria di un’associazione approvata dalla Chiesa”[11] il CVS attinge i principi della formazione umana, spirituale ed apostolica dei suoi aderenti dalla Parola di Dio, dal Magistero della Chiesa, dalle indicazioni pastorali dei Vescovi e dal carisma del Fondatore da lui illustrato e testimoniato.

Il progetto formativo generale del CVS viene stabilito a livello internazionale e nazionale dalla Confederazione dei Silenziosi Operai della Croce e dei Centri Volontari della Sofferenza.

Compete al Consiglio diocesano elaborare l’applicazione completa ed organica del progetto alla propria realtà locale, definendo il programma formativo dei settori per fasce di età. Il progetto, sufficientemente dettagliato, viene approvato e reso operativo dall’Assemblea.

Compete al Consiglio Diocesano, nell’ambito dell’annuale relazione programmatica, fissare tempi e modi per la partecipazione dei propri iscritti alle proposte formative offerte (esercizi spirituali, convegni di studio e corsi di specializzazione, ecc.), promuoverne di proprie in conformità al programma nazionale, designare dei responsabili con incarichi specifici sia in rapporto alle fasce di età, che alle esigenze dei differenti contesti ecclesiali e sociali (aree specifiche per la catechesi e la pastorale, istanze socio-riabilitative, lavorative ed occupazionali, ecc).

 PARTE SECONDA: L’ ORDINAMENTO  

 Capitolo 1: Persona

 ART. 8 - Gli aderenti all’apostolato.

Ogni persona, consapevole dei propri impegni battesimali, è soggetto attivo e responsabile dell’ attività svolta dal CVS. E’ direttamente impegnata nel compito missionario di evangelizzare i propri fratelli, sostenendoli  nel cammino di  crescita umana e cristiana, verso quella pienezza di vita e di gioia cui ogni uomo aspira.

Il riferimento alla persona vuole indicare l’unitarietà di quanti aderiscono al cammino apostolico offerto dal CVS: le persone ammalate, i portatori di handicap, i sofferenti (i Volontari della Sofferenza); le persone che affiancano e sostengono i sofferenti condividendo il medesimo apostolato[12] (i Fratelli degli ammalati); i chierici che si propongono una più intensa fraternità sacerdotale ed una fattiva carità verso i confratelli infermi o comunque bisognosi (Lega Sacerdotale Mariana).

 ART. 9 - Ammissione.

L’iscrizione avviene tramite richiesta scritta da presentare al Consiglio competente, indicando la rispettiva sezione: laici (VS - FA) o chierici (LSM), e  richiedendo l’assegnazione ad un Gruppo.

L’iscrizione, da rinnovarsi annualmente, comporta per le sole persone maggiorenni, l’obbligo del versamento di una quota fissata dal Consiglio Diocesano.

 ART. 10 - Recesso.

Gli Associati possono liberamente recedere, durante l’anno di iscrizione, dandone notizia in forma scritta al Responsabile.

Il Consiglio riconosce e ratifica la cessata appartenenza di coloro che non rinnovano la propria iscrizione annuale, nonché l’esclusione di quanti pongono in essere  azioni incompatibili con le finalità dell’Associazio­ne o gravemente contrarie a quanto stabilito nel presente statuto.

 Capitolo 2: Azione associativa

 ART. 11 - Il Gruppo (“gruppo d’avanguardia”)[1]

Il Gruppo è per tutti gli aderenti al CVS,  il principale elemento di incontro, di formazione e di azione apostolica nell’ambito della Chiesa locale. Ogni gruppo è composto da un numero sufficientemente limitato di membri (circa una decina di persone), in modo che risultino effettivamente  possibili quei solidi rapporti interpersonali che caratterizzano le piccole aggregazioni.[14] Nello sviluppo dell’azione associativa rientra l’impegno di dare vita a nuovi gruppi, affidando a due propri membri il compito di aggregare a sé nuovi aderenti. Il gruppo è coordinato dal capogruppo, preferibilmente un Volontario della Sofferenza, che “deve conoscere bene i membri del proprio gruppo, li deve animare a pienamente vivere la propria vocazione in piano ecclesiale, portandoli a tutti quei mezzi formativi che il Centro richiama e propone, sostenendoli inoltre per una conseguente testimonianza di vita e di conquista”.[15]

Il Gruppo costituisce l’ambito in cui il cammino associativo del singolo viene accolto ed accompagnato durante tutto il percorso esistenziale (dall'infanzia alla vecchiaia). La dimensione ristretta e la stabilità dei rapporti tra i componenti, facilitano il dinamismo e la flessibilità necessari per articolarne le funzioni all'interno ed all'esterno, offrendo alla persona gli elementi di cui necessita per un cammino apostolico integro e fruttuoso.

La coesione ed il coordinamento del gruppo costituiscono il perno dell’azione apostolica nelle sue varie articolazioni: preghiera, formazione, programmazione e realizzazione delle varie attività, verifica di quanto operato e riprogettazione.

 ART. 12 - La Lega Sacerdotale Mariana.

La sezione “Lega Sacerdotale Mariana”, nata in considerazione del ruolo esercitato da Maria SS.ma nel Collegio Apostolico, si propone un servizio ai sacerdoti in seno al presbiterio diocesano o alla propria famiglia religiosa, perché ciascuno, specialmente se malato, anziano o in difficoltà, si senta tra i confratelli testimone di una piena configurazione a Cristo Sacerdote e vittima, e contribuisca  a rendere più unito e concorde il Presbiterio diffondendo una più viva fraternità sacerdotale “con Maria nella carità di Cristo”.[16]

La Lega Sacerdotale Mariana attua la sua specifica azione pastorale attraverso incontri sacerdotali (gruppo diocesano LSM) allo scopo di sostenere ed estendere l’apostolato del CVS.

 ART.  13 - Fratelli e sorelle effettivi dei SODC.

“Fratelli e sorelle effettivi dei SODC” (“Fratelli effettivi”) sono persone iscritte al CVS che si propongono di qualificare il proprio impegno apostolico in diretto riferimento ai Silenziosi Operai della Croce: vivendone la spiritualità, collaborando con essi e prestando un servizio volontario presso le comunità.

Al termine di un anno di formazione iniziale, nel corso di un particolare momento celebrativo del CVS nella diocesi di appartenenza, i “Fratelli effettivi” si “consacrano a Gesù per le mani di Maria” impegnandosi ad imitare la sua presenza materna accanto ad ogni sofferente ed il suo umile e premuroso servizio.

La loro formazione ed azione apostolica è coordinata da un responsabile designato dal Consiglio dell’Associazione SODC.

Capitolo 3: Coordinamento

ART. 14 - Organi dell’Associazione.

Sono organi dell’Associazione:

collegiali:  l’ Assemblea; il Consiglio.

individuali: il Responsabile, l’Animatore dei gruppi,  i Consiglieri, l’Assistente ecclesiastico.

  ART. 15 - L’Assemblea.

Composizione

L’Assemblea è costituita dal Consiglio e da tutti gli associati, che partecipano mediante criteri di delega e rappresentanza.

Ogni Consiglio diocesano predisporrà per le  riunioni di assemblea un regolamento proprio che garantisca un numero sufficiente di delegati (almeno 3 volte superiore al numero dei componenti il Consiglio). 

 Convocazione

L’Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta l’anno per pronunciarsi sulle questioni di carattere programmatico e  per l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi, e quando si debba procedere al rinnovo degli organi dell’Associazione.

Viene convocata in via straordinaria, ogni qualvolta il Consiglio lo ritenga opportuno (a maggioranza assoluta).

 Compiti

L’Assemblea ordinaria e straordinaria, è presieduta dal Responsabile. L’Assemblea elegge, all’inizio di ciascuna riunione, un Segretario, che ha il compito di scrivere il verbale della riunione.

All’assemblea regolarmente convocata compete:

- l’elezione del Responsabile, dell’Animatore dei gruppi, dei Consiglieri (a maggioranza assoluta);

- approvare la relazione annuale programmatica del Responsabile sull’attività svolta e da svolgere,  ed il bilancio preventivo e consuntivo (a maggioranza assoluta);

- deliberare modifiche allo statuto (a maggioranza dei 2/3).

 ART. 16 - Elezioni e nomine.

L’elezione del Responsabile, dell’Animatore dei gruppi e dei Consiglieri, avviene da parte dell’Assemblea per elezione a maggioranza assoluta. Possono votare tutte le persone maggiorenni regolarmente iscritte al CVS. Possono essere votate tutte le persone maggiorenni che risultano iscritte da almeno un anno.

L’Assistente ecclesiastico è nominato dal Vescovo diocesano in seguito a presentazione da parte del Consiglio diocesano.[17]

Il Consiglio dura in carica 5 anni ed i suoi componenti sono rieleggibili per un secondo mandato.

In caso di dimissioni il Consiglio stesso provvede con votazione a maggioranza assoluta ad eleggere un sostituto che resterà in carica fino alla scadenza dell’intero Consiglio.

 ART. 17 - Il Consiglio.

Il Consiglio costituisce l’organo ordinario per la programmazione ed il coordinamento di quanto viene intrapreso per la realizzazione delle finalità associative secondo quanto previsto dal presente statuto e quanto deliberato, in conformità ad esso, dalla rispettiva Assemblea.

Il Consiglio è formato dal Responsabile, dall’Animatore dei gruppi, dai Consiglieri e dall’Assistente ecclesiastico.

Il Consiglio è presieduto dal Responsabile e, in caso di assenza o impedimento, dal suo Vicario.

 Il Consiglio:

-  esercita i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, con facoltà di delega ad un membro del Consiglio per determinati affari;

- cura l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea;

- prepara i bilanci preventivi e consuntivi, nonché la relazione programmatica da sottoporre all’assemblea;

- amministra il fondo comune dell’Associazione;

- elegge tra i suoi membri il Vicario del Responsabile, nel caso questo sia assente o impedito nell’esercizio delle sue funzioni.

Il Consiglio si riunisce almeno quattro volte l’anno ed ogni qual volta il Responsabile lo reputi opportuno. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei membri presenti. Ogni componente ha diritto ad un voto, in caso di parità il voto del Responsabile, o in sua assenza del Vicario, vale doppio. L’Assistente ecclesiastico ha diritto di voto.

Compete al Consiglio Diocesano provvedere alla raccolta, archiviazione ed aggiornamento delle iscrizioni, nominare o confermare i capigruppo e disporre per altri eventuali incarichi all’interno dell’ attività diocesana.

 ART. 18 - Il Responsabile.

Il Responsabile, preferibilmente un Volontario della Sofferenza, presiede e coordina i lavori del Consiglio,  presenta all’assemblea la relazione programmatica e ne coordina l’attuazione, nella fedeltà alle direttive del presente statuto.

Si occupa di quanto riguarda l’attività apostolica del CVS, opera per indirizzare e sostenere il cammino formativo e la dinamicità missionaria degli aderenti. Coordina la predisposizione del piano formativo, la programmazione delle varie iniziative, si adopera per verificare l’efficacia e la rispondenza di quanto programmato.

 ART. 19 - L’Animatore dei gruppi.

Compete all’Animatore dei gruppi sostenere e dare impulso all’attività dei Gruppi. E’ interlocutore ordinario per i capigruppo con particolare riferimento al caratteristico dinamismo apostolico.

 ART. 20 - I Consiglieri.

Eletti in base a criteri di rappresentanza (cf. art. 8) e opportunità pastorale, contribuiscono in sede di Consiglio ad elaborare i programmi e definire le decisioni conseguenti, collaborano all’attuazione, valutando, in fase di verifica, l’effettiva rispondenza all’esigenze dell’apostolato. Il Consiglio designa due di essi all’incarico di segretario ed economo.

 ART. 21 - L’Assistente ecclesiastico.

L’Assistente ecclesiastico in seguito a presentazione da parte del Consiglio diocesano, è nominato dall’Ordinario del Luogo e resta in carica cinque anni. Nella sua azione pastorale rappresenta la gerarchia, favorisce le opportune relazioni degli associati con la gerarchia stessa aderendo fedelmente allo spirito ed alla dottrina della Chiesa. Si dedica all’animazione spirituale ed apostolica dell’Associazione favorendone le iniziative; promuove lo spirito di unione nell’interno dell’Associazione medesima, come pure fra il CVS e le altre associazioni.[18]

 ART. 22 - Amministrazione.

Il fondo comune dell’Associazione è costituito dalle quote di iscrizione, dalle oblazioni, da erogazioni di enti pubblici e privati e dai redditi del fondo stesso.

 ART. 23 - Disposizioni conclusive.

Per quanto non contemplato nel presente statuto, sono applicabili le norme del Codice di Diritto Canonico e dei vigenti codici civili.

 

1. La Confederazione si sta costituendo presso il Pontificio Consiglio per i laici a norma del can. 313

[1]. Col 1,24.

[2]. AA. 16. Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica Salvifici doloris, n. 27: “ Coloro che partecipano alle sofferenze di Cristo conservano nelle proprie sofferenze una specialissima particella dell'infinito tesoro della redenzione del mondo, e possono condividere questo tesoro con gli altri. Quanto più l'uomo è minacciato dal peccato, quanto più pesanti sono le strutture del peccato che porta in sé il mondo d'oggi, tanto più grande è l'eloquenza che la sofferenza umana in sé possiede. E tanto più la Chiesa sente il bisogno di ricorrere al valore delle sofferenze umane per la salvezza del mondo”.

[3]. Salvifici doloris, n. 20.

[4]. Cf. LUIGI MARIA GRIGNON DE MONTFORT, Trattato della vera devozione a Maria,  n. 47, 56-59. 

[5]. “Si ricordino tutti che, con il culto pubblico e l’orazione, con la penitenza e la spontanea accettazione delle fatiche e delle pene della vita, con cui si conformano a Cristo sofferente (cfr. 2Cor 4,10; Col 1,24) essi possono raggiungere tutti gli uomini e contribuire alla salvezza di tutto il mondo”. AA n. 16.

[6]. ”...mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri”. cf. Gal 5,13.

[7]. Secondo quando autorevolmente confermato dall’insegnamento del Concilio Ecumenico Vaticano II (cf. Apostolicam Actuositatem, n. 13).

[8]. MONS. LUIGI NOVARESE, “L’Ancora”, n .8-9,  ago-sett 1976, p. 47. Christifideles laici, n. 23.

[9].  AA. n.16-19.

[10]. "Nel Gruppo di Avanguardia troviamo sofferenti di ogni età, dai bambini agli anziani: i quali, pur operando in forma convergente nell'ambito parrocchiale, trovano poi negli incontri di settori (bambini, giovani, ecc.) possibilità di formazione specializzata attraverso lo studio e la maturazione di problemi pertinenti all'età ed alla categoria particolare a cui appartengono. Il Gruppo non esclude la formazione specializza­ta, ma spinge alla specializzazione proprio per l'attività e la dinamica del Gruppo stesso".   L. NOVARESE, L'apostolato associato ed il corpo mistico, in L'Ancora, aprile 1976, n. 4, p. 8-9.

 

[11]. AA. n. 4.

[12]. “Uno dei fondamentali obiettivi di questa rinnovata e intensificata azione pastorale, che non può non coinvolgere e in modo coordinato tutte le componenti della comunità ecclesiale, è di considerare il malato, il portatore di handicap, il sofferente non semplicemente come termine dell’amore e del servizio della chiesa, bensì come soggetto attivo e responsabile dell’opera di evangelizzazione e di salvezza.” Christifideles laici,  n. 54.

[13]. Gli aderenti “per meglio vedere le esigenze dei fratelli di dolore ed animarli all’attuazione delle richieste dell’Immacolata rivolte a Lourdes ed a Fatima, si riuniscono in gruppi fino a raggiungere il numero di 10 iscritti, vicendevolmente sostenendosi ed animandosi all’apostolato per mezzo della preghiera e del sacrificio” (Mons. Luigi Novarese).

[14]. AA n. 17, 30.

[15]. L. NOVARESE, Formazione dei capigruppo, Ed. CVS, Roma 1989, p. 23.

[16]. cf. GIOVANNI PAOLO II, discorso alla  LSM del 25 giugno 1993.

[17]. can. 158-163.

[18]- AA. n. 25.

Ċ
Lorenzo Gualterotti,
13 giu 2012, 04:54