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Nota storica....sulla fondazione dell’opera di mons. Luigi Novarese

 

Il Fondatore dell’Opera, Mons. Luigi Novarese, nato a Casale Monferrato il 29/7/1914, in seguito alla personale esperienza di malattia, avvertì la necessità di superarne il non senso e la conseguente deresponsabilizzazione. Avendo maturato fin dall’infanzia una tenera e filiale devozione alla Madre di Dio, caratterizzò il suo intero cammino di crescita cristiana con un costante riferimento alla presenza ed all’azione della Vergine Santa. Tale dimensione mariana si espresse poi con evidenza nella fondazione delle opere in risposta alle richieste di preghiera e penitenza che caratterizzano le apparizioni di Lourdes e di Fatima. Analogamente le figure di tre grandi santi che ebbero influsso nella vita giovanile di Luigi Novarese, caratterizzarono gli elementi portanti nella spiritualità delle varie fondazioni. San Giovanni Bosco, per la devozione alla Madonna e la dinamica di apostolato con i giovani, il Beato Giuseppe Cottolengo per l’attività di assistenza verso gli ammalati, San Luigi Grignon de Montfort per la donazione totale di sé alla Vergine Santa.
In seguito alla propria guarigione miracolosa (1931) Luigi Novarese poté continuare i propri studi, desiderando esercitare la professione medica a servizio e sollievo delle situazioni di malattia da lui stesso sperimentate. La morte della madre (1935) lo condusse ad una scelta definitiva. Scoprì nella vocazione sacerdotale la via per offrire un sostegno più radicale e decisivo da offrire agli ammalati, divenne sacerdote (1938) e prestò il suo servizio nella Segreteria di Stato dal 1942 al 1970. Dal 1964 al 1977 diresse l’ufficio per l’assistenza spirituale ospedaliera presso la CEI. Morì il 20 luglio 1984.

Nel mese di maggio del 1943 mons. Luigi Novarese, in accordo e su esortazione dei propri superiori ecclesiastici (presso la Segreteria di Stato) dette origine alla “Lega Sacerdotale Mariana” con lo scopo, nel vincolo di Maria SS.ma e della fraternità sacerdotale, di sovvenire alle necessità dei sacerdoti ammalati o comunque bisognosi.
Tale azione pastorale fu subito intesa come attuazione delle richieste rivolte dalla Vergine Santa a Lourdes e a Fatima. Sulle medesime basi attuative l’attività apostolica si estese anche ai laici (maggio 1947) con il movimento dei “Volontari della Sofferenza” cui appartenevano persone ammalate. La Sorella Maggiore Elvira Myriam Psorulla coadiuvò nel dare vita all’intera Opera. Nella fondazione si affermò con forza il pieno impegno battesimale della persona sofferente, non solo “oggetto” di assistenza, ma soggetto di azione con uno specifico apostolato da svolgere a beneficio della chiesa e della società.
All’interno del movimento il fondatore avvertì in seguito la necessità di definire, col nome di Silenziosi Operai della Croce, un gruppo di persone che garantisse continuità all’opera assumendo ruoli direttivi, vivendo la radicalità della dedizione all’apostolato mediante la professione dei consigli evangelici e la “consacrazione” alla Vergine Immacolata. Tale gruppo iniziò a costituirsi nel maggio 1950 e si qualificò giuridicamente come “associazione” l’11 febbraio 1960, con atto pubblico notarile. Nel 1952 (15 agosto) il movimento si aprì ad un’altra sezione, i “Fratelli degli ammalati”, fedeli laici che nell’esercizio della carità verso gli ammalati e nella santificazione del loro lavoro, condividevano l’apostolato dei “Volontari della Sofferenza”.
Il 16 febbraio 1960, i Silenziosi Operai della Croce ricevettero il decreto di approvazione diocesana, emanato dal vescovo di Ariano Irpino. Il 6 novembre 1960, con decreto del Presidente della Repubblica, vi fu il riconoscimento della personalità giuridica civile. La Pia Unione dei Silenziosi Operai della Croce fu infine elevata al titolo di “Primaria”, in riferimento alle tre consociazioni (Lega Sacerdotale Mariana, Volontari della Sofferenza, Fratelli degli Ammalati), con il breve apostolico “Valde probandae” del 24 novembre 1960. Infine nel 1973 fu aggiunta la sezione “Fratelli e Sorelle effettivi dei SODC” che si impegnavano a vivere la spiritualità dei SODC e a coadiuvarli nell’apostolato e fu prevista una forma aggregativa per i Vescovi che chiedevano di condividere spiritualità e finalità dell’Opera.
L’intera opera fondazionale di Mons. Luigi Novarese è stata continuamente accompagnata ed autenticata dal magistero pontificio con numerosi discorsi direttamente rivolti agli associati in occasione dei decennali, a partire dal discorso di Pio XII (7 ottobre 1957), nel primo decennio di apostolato. La presenza delle idee portanti del Centro Volontari della Sofferenza in documenti del magistero universale espressamente dedicati al tema della sofferenza (Lettera apostolica Salvifici Doloris, sul significato del dolore cristiano, 11 febbraio 1984) e dell’apostolato laicale (Esortazione apostolica postsinodale Christifideles Laici, 30 dicembre 1988) segna infine la conferma e l’orizzonte dell’attuale impegno associativo nella Chiesa universale, secondo quanto espresso dagli statuti dell’associazione “Silenziosi Operai della Croce”, delle associazioni diocesane del “Centro Volontari della Sofferenza” e della confederazione internazionale che le riunisce e coordina.